Domenica, 19 Novembre 2017
Unitelsardegna Logo
Piattaforma didattica >>
 

“Una limba po su popolu sardu”: in ricordo di Placido Cherchi

Pubblicazione: 
Mercoledì, 25 Settembre, 2013 - 18:06

 

Che per Placido Cherchi le parole fossero importanti lo si intuiva subito. Aveva un modo di scandirle tutto particolare, sapeva usare le pause, e non potevi non capire quello che stava dicendo e che lo stava dicendo a te, proprio a te.

Anche il suo sguardo era unico: non potevi sfuggirgli, ti chiamava in causa, eri tu davanti a lui e nessun altro. Ed ogni suo sguardo ed ogni sua parola erano veramente una finestra aperta sulla conoscenza del mondo. Perché Placido guardava sempre verso l’orizzonte. Guardava lontano.

Per anni Placido è stata una silenziosa figura familiare, docente di Filosofia al Siotto, e di lui i ragazzi dicevano grandi cose. La bravura di sua moglie, Mariolina Falzari, docente di storia dell’arte, l’ho invece potuta constatare di persona. A 14 anni ci diede in mano l’Hauser (“Storia sociale dell’arte”), per farci capire una cosa che poi anche Placido mi insegnò dopo, fuori dalle aule scolastiche: i concetti complessi necessitano di linguaggi complessi, e bisogna studiare se si vuole provare a capire il mondo.

In una società che tutto semplifica, Placido aveva scelto di ricordarci la bellezza della complessità, del linguaggio e del ragionamento. E dunque era anche straordinariamente ironico, capace di battute veramente fulminanti, che ponevano fine al ragionamento (perché ogni ragionamento ha un inizio e una fine) in maniera assolutamente sorprendente. E felice.

Da oschirese, Placido Cherchi negli anni si era fatto cagliaritano e ha contribuito in maniera notevole alla vita culturale della nostra città.

Ci mancherà la sua intelligenza e la sua ironia, la sua attenzione per i giovani, il suo disincanto che non era mai pessimismo ma incitamento alla lotta. Ci mancherà il suo modo di ragionare, finissimo e raffinato. In questo video Placido tiene una lezione sulla bellezza della lingua sarda, e ringrazio l’amico Andrea Meloni per avermelo segnalato.

Per me terrò in serbo il ricordo di un incontro al parco di Monte Urpinu e la sua felicità per la recente nascita di un nipote, i suoi occhi che brillavano nel parlare di questa nuova vita che lo entusiasmava e che gli apriva “nuovi squarci di senso” (così come gli abbiamo sentito dire tante volte). Placido era felice quel giorno.

Placido Cherchi è stato un antropologo e un critico d’arte. I funerali si terranno domani pomeriggio ad Oschiri, suo paese natale. Un abbraccio alla moglie e ai figli. Tutti quelli che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene non lo dimenticheranno e ne onoreranno sempre la memoria.

Fonte