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I toponimi custodiscono i segreti della terra

Pubblicazione: 
Martedì, 24 Marzo, 2015 - 11:23

 

L'idea è di salvare un patrimonio linguistico che è passato indenne allo scorrere del tempo. Preservare la lingua sarda a cominciare dai toponimi. Una squadra di ricercatori ha condotto uno studio sui nomi usati dagli ogliastrini per indicare le località. Nel 79 per cento dei casi si tratta di parole in lingua sarda e, nella maggior parte dei casi, queste parole forniscono informazioni preziose sullo stato dei luoghi e la caratteristiche dell'ambiente. Il team unisce competenze diverse provenienti da tutta Italia: Gian Franco Capra, Antonio Ganga e Sergio Vacca sono professori del dipartimento di Architettura dell'Università di Sassari, Andrea Buondonno appartiene al dipartimento di Architettura della Seconda Università di Napoli, proprio come Eleonora Grilli che però nell'ateneo partenopeo si dedica alle Scienze e tecnologie ambientali, biologiche e farmaceutiche e, infine, Carla Gaviano del dipartimento di Scienze chimiche dell'Università di Cagliari.
Il loro studio è stato appena pubblicato nel numero di marzo della prestigiosa rivista scientifica “Plos one”. Lo scopo è appunto quello di individuare una connessione tra lo studio dei suoli e i toponimi utilizzati dalle comunità locali per indicare i luoghi.
Nella venti pagine dedicate alla ricerca si chiariscono le ragioni per le quali è stata scelta proprio l'Ogliastra: «Perché questa sub regione della Sardegna, insieme alla Barbagia, è quella che più di altre ha conservato i tratti distintivi della lingua sarda». E allora ecco che l'attaccamento all'idioma viene riscontrato nei nomi usati per indicare le località, nomi sopravvissuti allo scorrere del tempo e che, ammonisce Gian Franco Capra «stanno purtroppo svanendo e devono essere salvati perché sono patrimonio del nostro bagaglio culturale».
Mariella Careddu

Da L'Unione Sarda del 24/03/2015