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IDENTITÀ, FALLIMENTO DI UN PROGETTO, di Maurizio Ciotola

Pubblicazione: 
Martedì, 26 Luglio, 2016 - 09:56

 

Se di quella che è chiamata la questione identitaria in Sardegna vogliamo realmente far uso lecito e corretto, per cui essa trovi un riconoscimento, non è sufficiente una legge o uno statuto. Fino a quando noi sardi continueremo ad abusare della nostra terra autocolonizzandoci, emulando ed appiattendoci verso un potere politico ed economico che utilizza l’Isola come un taxi, non vi saranno vie di uscita dal degrado costante cui tutti insieme ci dirigiamo.

Un progetto per il riconoscimento identitario non può essere fine a se stesso, non deve diventare la realizzazione di una trincea, da cui avversare e combattere senza avanzare o indietreggiare. Un progetto di riconoscimento identitario deve essere affermato nella medesima struttura istituzionale, incarnando i gangli, oggi colonizzati, da cui siamo amministrati, restituendo loro una visione comune e identitaria, in cui l’utilizzo dell’immagine non comporti la privazione del contenuto.

L’identità non può derivare da una applicazione posticcia e accademica nei confronti dei cittadini della nostra Isola, che sono anche cittadini del mondo. L’identità di ognuno di noi è parte intima sì, ma condivisa in una comunità all’interno della quale viviamo. Le nostre comunità, di per sè frantumate al proprio interno e in opposizione alle altre con cui abbiamo contiguità, non costituiscono un esempio di condivisione sociale e culturale.

La segmentazione insieme alla tendenza di prevalere dell’una sull’altra, costituiscono la vera debacle di un riconoscimento identitario comune. Un fallimento cui giorno dopo giorno assistiamo sempre più indifferenti. Troppi partiti dichiaratisi identitari rendono il progetto innocuo ed inefficace, abusandolo fino ad ucciderlo per renderlo avverso alle nuove generazioni, che si nutrono sul piano della comunicazione e degli scambi in un contesto mondiale.

Il progetto identitario non deve essere quello attraverso il quale diamo vita ad un feudo, in cui la struttura sociale verrebbe ingabbiata in nome di una appartenenza apparente e di un vincolo effettivo. Un progetto per la Sardegna non può prescindere dal contesto mondiale e opporvisi al tempo stesso, trincerandosi in un conflitto.

Dovrebbe costituire il patrimonio di ognuno, ovunque e in qualsiasi ambito, non un interesse, ma un diritto, un diritto umano. Perché è proprio nel riconoscimento dei diritti umani che può attecchire il riconoscimento identitario da parte del contesto nazionale ed internazionale.

 

Maurizio Ciotola