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Regione Sardegna - Lingua e cultura sarda, ecco il direttore

Pubblicazione: 
Mercoledì, 26 Novembre, 2014 - 11:29

 

Dicono che i matematici sappiano fare tutto applicando a ogni materia una delle capacità più trasversali: la logica. Aiuta ad argomentare e sostenere la validità e la correttezza delle proprie tesi, a ragionare sull'esperienza e prendere decisioni. Ed è utile in mille altre cose.
Sarà per questo che Maria Isabella Piga è stata ritenuta dall'assessorato alla Pubblica istruzione adatta a ricoprire il ruolo di direttore del Servizio lingua e cultura sarda della Regione. Sessantenne, dirigente “ispettore” regionale, è stata nominata ieri al vertice dell'ufficio con un decreto del presidente della Regione Francesco Pigliaru. Il suo curriculum vitae racconta che è stata funzionario con mansioni di esperto statistico all'Osservatorio del lavoro, dirigente di staff alla direzione generale dell'assessorato al Lavoro, referente per la valutazione dei dipendenti, animatrice di pari opportunità nell'ambito del Por 2000/2006, direttore del servizio coordinamento territoriale delle sedi periferiche dei Centri regionali di formazione professionale, presidente di commissioni giudicatrici di vari bandi ed ha curato il censimento degli emigrati e degli immigrati sardi nella penisola e nel mondo. «In su curriculum suo ponet chi connoschet su frantzesu a livellu iscolàsticu, ma non declarat sa connoschèntzia de su sardu o de àteras limbas de Sardigna», osservano nel sito Lingua sarda 2.0.
Se è difficile che in un curriculum si indichi la conoscenza del sardo, certo è che il suo percorso professionale sembra essere molto lontano dalla limba . Un cammino completamente diverso da quello del suo predecessore, Giuseppe Corongiu, vero attivista della lingua e della cultura sarda, giubilato il 15 maggio scorso. Dicono che a costargli il posto siano state le tesi sostenute nel suo saggio, “Il sardo una lingua normale”, pare sgradito alle accademie. Un libro dichiaratamente partigiano che rilegge decenni di battaglie e sostiene con argomentazioni solide la sua idea di fondo: il sardo è l'idioma di una nazione, seppure mancata, come sottolineava Emilio Lussu. Per questo deve avere, come tutte le lingue normali una forma standard nello scritto. Non tutti sono concordi e c'è chi legge la nuova nomina come una vittoria delle accademie e un deciso cambio di rotta da parte della Regione. Altri danno una lettura più laica: per valorizzare lingua e cultura non servono partigiani ma un approccio asettico. Da qui la decisione di scegliere Maria Isabella Piga. Servirebbero anche soldi, ma questo è un discorso a parte.
Fabio Manca

Da L'Unione Sarda del 26/11/2014