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SARDARA - LINGUA E STORIA A SCUOLA

Pubblicazione: 
Lunedì, 30 Maggio, 2016 - 11:59

Siamo oramai agli sgoccioli del mandato e a Sardara abbiamo conseguito l'ultimo risultato importante, forse il più importante di tutti di questi 5 anni di amministrazione. Siamo riusciti a concordare con un istituto scolastico di istruzione per adulti l'introduzione di lingua e storia sarda nel loro programma in cambio della concessione dei locali scolastici. Questo dovrebbero farlo tutti i comuni/provincie o, per loro, la Regione, titolata ad agire in tale senso. Speriamo che questo costituisca un valido esempio.

 

 

 

 

SARDARA - LINGUA E STORIA A SCUOLA

 

Concessione dei locali scolastici

Il CPIA 2 di Serramanna, Istituzione Scolastica che si occupa dell’istruzione per gli adulti, ha chiesto al Comune di Sardara i locali dove svolgere l’attività istituzionale. Felici di venire incontro alla richiesta, non potevamo però esimerci dal chiedere come contropartita ciò che diverse leggi già prevedono o consentono ma che nonostante ciò quasi mai nessuno chiede e che l’Amm. Comunale ha previsto nel suo programma politico. Noi riteniamo assolutamente fondamentale che la scuola, di qualunque ordine e grado introduca nel suo programma curriculare le specificità culturali che la integrano nel territorio e che la rendono parte di esso: la lingua e la storia, sarde naturalmente. La dirigenza è stata felice di accogliere la contropartita richiesta** che è successivamente votata all’unanimità in consiglio comunale.
Il problema è: deve essere il singolo comune a farsi portavoce di questa fondamentale richiesta o la R.A.S.? E’ mai possibile che fondamentalmente Comuni, Province e Regione in conto di Scuola ancora si occupino quasi esclusivamente di muri, arredi ed erbacce, mense, lasciando i programmi, che sono la cosa fondamentale, allo Stato e all’autonomia scolastica? Possiamo ancora permettere tutto ciò e lasciare che si continuino a sfornare studenti che ignorano le specificità culturali della terra dove vivono? Come potremmo mai ripartire anche economicamente da ciò che siamo ed abbiamo in questa situazione di gravissima omissione e che nega il diritto alla conoscenza nei nostri figli (e tra questi futura classe dirigente)? Come potremmo chiamare questo fatto? Violenza/sradicamento culturale, discriminazione? E non mi si risponda che alcune  scuole fanno qualcosa! L'attività deve essere prevista nel piano curriculare di studi, con docenti e testi individuati ad inizio anno scolastico.
Non è che il fatto che importiamo oramai l’80% di ciò che consumiamo dipende anche da questo? E la dispersione scolastica? Che razza di visione di sviluppo potranno mai avere i nostri figli? Quando i nostri politici parlano di “ripartire dal nostro territorio” prescindendo dalla piena riappropriazione della nostra cultura non è che cercano scorciatoie che portano solo a bui vicoli ciechi? Non e che stiamo parlando del futuro della nostra terra? In una situazione dove l’unico futuro dei nostri figli sembra oggi legato all’espatrio si impone una radicale inversione culturale.

Giampaolo Pisu – Amministratore comunale delegato al bilinguismo comune di Sardara

*Anche l’Amm. Comunale di  San Gavino Monreale ha integrato la convenzione in analoga maniera

** Si ringraziano il DS Prof. Alberto Basciu e la Prof.ssa Tiziana Onnis, primo collaboratore del dirigente, per la disponibilità e sensibilità dimostrata.

 

 

 

SARDARA - LINGUA E STORIA A SCUOLA

Cuncessioni salas po sa scola

Su CPIA 2 de Serramanna, Istitutzioni Scolàstica chi traballat po s’istrutzioni e sa genti manna, at pediu a su Comunu de Sardara su logu po portai ainnantis is fainas istitutzionalis. Prexaus de acetai, no podiaus perou fai de mancu de pediri cumenti de “pratu torrau” su chi, cun totu chi ddu narant unas cantu leis, giai mai nemus pedit e chi s’Amm. Comunali at postu in su programa polìtigu cosa sua. Nosu pensaus chi sia de fundamentu chi sa scola, de calisisiat òrdini e gradu, pòngiat in su programa curriculari is spetzifitzidadis culturalis chi dda faint (sa scola) tot’unu cun su territòriu: sa lìngua e sa stòria, sardas, est craru. Sa dirigèntzia at arriciu cun prèxiu sa proposta** chi est agoa passada a totòmini in consillu comunali.

Sa chistioni est custa: depint essi is comunus, donniunu po contu suu, chi si faint portaboxi de custa pedidura de fundamentu o tocat a sa R.A.S.? Ma si parit normali chi po su prus Comunus, Provìntzias, e Regioni in contu de Scola ancora si òcupint giai giai sceti de murus, bòvidas, bangus, erba, mensas, lassendi is programas, sa prus cosa de importu, a su Stadu? Ma si ddu podeus ancora permiti chi si sigant a diplomai studentis chi no connoscint nudda de is spetzifitzidadis culturalis de sa terra anca bivint? Ma cument’est chi eus a podi mai torrai a partiri, economicamenti puru, de su chi seus e teneus in custa situatzioni de omissioni mala e chi dennegat su deretu a sa conoscèntzia a fillus nostus (e in mesu de custus ddoi at a essi sa classi dirigenti de cras)? Comenti dd'eus a podi nai custu fatu? Violèntzia/sderrexinamentu culturali, discriminatzioni? E no mi nareis po prexeri ca calincuna scola gei fait calincuna cosa! Is fainas depit essi prevìdias in su pianu curriculari de stùdius, cun docentis incarrigaus a incarreru de annu de scola.

Ma no est chi su fatu chi importeus oramai s’80% de su chi si papaus dipendit custu puru? E sa dispersioni scolàstica? Ma ita arratza de visioni de svilupu ant a podi mai tenni fillus nostus? Candu is polìtigus nostus fueddant de “torrai a partiri de su territòriu nostu” faendi a mancu de su si torrai a ponni meris cun cuscièntzia de sa cultura cosa nosta, no est chi siant circhendi de incrutzai su tretu portendi sceti a intradeddas scuriosas e chena de bessidas? Ma no est chi seus fueddendi de su benidori de sa terra nosta? In d-una situatzioni oi anca sceti su disterru abarrat s’ùnicu speru po su tempus benidori de fillus nostus, s’imponnit amarolla una furriada culturali manna!

Giampaolo Pisu – Amministratore comunale delegato al bilinguismo comune di Sardara
 

* Anche l’Amm. Comunale di  San Gavino Monreale ha integrato la convenzione in analoga maniera

** Si ringraziano il DS Prof. Alberto Basciu e la Prof.ssa Tiziana Onnis, primo collaboratore del dirigente, per la disponibilità e sensibilità dimostrata.

 

 

 

 

 

Testo approvato in consiglio comunale
INTEGRAZIONE CONVENZIONE CONCESSIONE USO LOCALI

Considerato che tra gli obbiettivi politici di questa amministrazione comunale vi è la promozione della lingua e cultura sarda.
Considerato che la lingua non è solo l'elemento fondante dell'identità di un popolo, è la sua infrastruttura immateriale più importante e contribuisce a formare la coscienza di appartenenza alla comunità.
Si ritiene che le Amministrazioni locali devono avere un ruolo attivo nel reclamare una scuola sarda nella quale non possono mancare la lingua e la storia della Sardegna. Gli studenti educati alla conoscenza della loro realtà culturale (sempre all’insegna dello scambio culturale con le altre realtà nazionali ed internazionali), diventeranno cittadini migliori e potranno rapportarsi al resto del mondo senza complessi di inferiorità culturale; anche la popolazione immigrata che dovesse eventualmente frequentare potrà integrarsi più facilmente se condividerà i valori culturali del territorio che li ospita.
Visti: la L 482/99; L.R. 26/97; L.R. 7 agosto 2009 n. 3 (utilizzo veicolare lingua sarda nelle scuole); il D.P.R. 275/1999, Il D.lgs. 234/2000 e D.M. n.47/2006; la riforma del titolo V della cost. art.117;
Il CPIA n. 2 di Serramanna si impegna  ad introdurre lo studio   della lingua e  della storia della Sardegna anche con utilizzo del sardo in forma veicolare     nei piani di studio   previsti dal  DPR 263 del 29 ottobre 2012 Regolamento recante norme generali per la ridefinizione dell'assetto organizzativo didattico dei Centri d'istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, ai sensi dell'art. 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; e il Decreto Interministeriale MIUR – MEF del 12 marzo 2015  recante le linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento a sostegno dell’autonomia organizzativa e didattica dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti.
L’Amministrazione comunale, ai fini dell’introduzione delle citate discipline, si impegna  a fornire la propria collaborazione. Il CPIA sempre in sinergia con L’Amministrazione Comunale,  si impegna  ad attivare risorse finanziarie per lo studio  della lingua e della Storia della Sardegna all’interno dei corsi di Istruzione per Adulti,  anche attraverso la partecipazione a bandi regionali, nazionali europei.

 

RETTIFICA DELIBERA

CONVENZIONE DEFINITIVA